Fondazione BPV sostiene l’attività di ricerca dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare

È stato presentato presso l’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) di Padova il contacellule automatizzato donato da Fondazione Banca Popolare di Verona alla Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata.
Lo strumento, già messo a disposizione dei laboratori che ospitano circa 300 giovani ricercatori, permetterà di potenziare l’attività di ricerca e di sperimentazione cellulare attraverso una misurazione più rapida, precisa e riproducibile. L’automazione del processo consentirà inoltre di ridurre la variabilità legata al conteggio manuale e di ottenere dati più affidabili e confrontabili, contribuendo alla qualità e alla riproducibilità della ricerca condotta al VIMM.
“Contributi come questo sono fondamentali per sostenere il lavoro dei nostri ricercatori, che hanno un costante bisogno di garantire precisione negli esperimenti condotti in laboratorio”. Ha sottolineato Giustina Destro, Presidente della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata – VIMM. “Siamo lieti di poter collaborare con Fondazione Banca Popolare di Verona, un attore giovane ma che eredita una vocazione importante e testimonia l’attenzione del nostro territorio per la ricerca e la salute pubblica, che in Veneto trovano un modello di riferimento per tutto il Paese”.
“Tra i fattori decisivi per l’efficacia della ricerca ci sono la rapidità e il tempismo. Siamo lieti che il contributo della Fondazione BPV, piccolo ma immediato, consenta al VIMM di disporre da subito di uno strumento essenziale per il prezioso lavoro dei ricercatori” ha commentato il Presidente di Fondazione Banca Popolare di Verona Andrea Marconi.
L’Istituto Veneto di Medicina Molecolare di Padova è un istituto di ricerca biomedica nato nel 1996 con l’obiettivo di svolgere ricerche avanzate nel campo della medicina molecolare e cellulare e nello studio dei meccanismi alla base di malattie neurodegenerative, cardiovascolari, muscolari, metaboliche e tumorali. Esso collabora con l’Università e l’Azienda Ospedaliera di Padova e impiega 300 giovani ricercatori di livello internazionale.
Nell’immagine: Giustina Destro, Jessica Ceccato (ricercatrice VIMM) e Andrea Marconi